Criticare Rwm non é un reato: assoluzione della militante StopRWM querelata da RWM

Il 12 gennaio si é tenuta l’ultima udienza del processo che ha coinvolto una militante di Stop Rwm, querelata con l’accusa di diffamazione da Fabio Sgarzi, amministratore delegato della nota fabbrica di bombe e droni killer Rwm, presente con i suoi micidiali ordigni nei peggiori scenari di guerra nel mondo.

Dopo 6 anni finalmente il processo si é concluso con l’assoluzione della nostra compagna, perché “il fatto non costituisce reato”. Non é infatti reato partecipare ad un dibattito, criticare Rwm, dire la verità sul loro operato e sul discutibile ruolo di pubblici funzionari che passano alle loro dipendenze senza rispettare i tre anni di raffreddamento previsti dalla normativa anticorruzione. Uno dei passaggi del discorso della militante, oggetto del processo, riguardava un tecnico della provincia, Diego Cani, che si occupava delle pratiche autorizzative degli ampliamenti della Rwm ed era poi passato alle dipendenze dell’azienda. Un fatto vero, riconosciuto dallo stesso amministratore delegato nella sua testimonianza durante il processo e dalla PM nell’arringa finale. Come sostenuto dall’avvocato della nostra compagna, il fatto poteva ragionevolmente essere considerato sospetto, tant’è che la stessa procura aveva avviato un’indagine. Occorre poi aggiungere che lo stesso tecnico aveva poi cercato in seguito di rientrare nella pubblica amministrazione. 

Non é stata la prima volta che Rwm ha utilizzato lo strumento della querela senza fondamento per intimidire e silenziare i cittadini che esprimono critiche su questioni di interesse pubblico e per mettere a tacere le voci critiche nel territorio: lo stesso anno altri due attivisti venivano querelati, e anche in quell’occasione la vicenda si concluse positivamente per il movimento contro la Rwm.

La sentenza di assoluzione non è solo una vittoria personale per l’attivista Stop RWM, ma un precedente che rafforza la libertà di espressione e di protesta per tutti. Manda un messaggio chiaro: la partecipazione civica e il controllo dal basso sulle attività delle imprese sono elementi fondanti della democrazia, e le querele non possono essere utilizzate per erigere un muro di silenzio attorno a operazioni che hanno conseguenze globali.

Accogliendo dunque con grande soddisfazione l’esito di questo processo cogliamo l’occasione per respingere i tentativi di intimidazione legale da parte dell’azienda contro le persone impegnate in questa causa: nessuna querela ci impedirà di continuare a denunciare le modalità opache con cui Rwm, ancora oggi, porta avanti i suoi piani di ampliamento. 

Sottoscrivono il comunicato:

Stop Rwm, A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna, Assemblea permanente Villacidro, Assotziu Consumadoris de Sardigna, Cobas Cagliari, Collettivo Malarittas, Comitato Riconversione RWM, Confederazione Sindacale sarda – CSS, Gmtg-Oristano, Italia Nostra Sardegna, Movimento Nonviolento Sardegna, PCI Federazione Sulcis Iglesiente, Potere al Popolo Sardegna, Rete Warfree – Cittadine e cittadini per un mondo libero dalla guerra, Scuola Civica di Politica – La Città in Comune, Social Forum Cagliari, Su Entu Nostru, USB – Unione Sindacale di Base/Confederale Sardegna, Madri contro l’operazione lince – contro la repressione.

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