VOTIAMO “NO” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E SULLA DEMOCRAZIA

I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA

  • Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzione giudicante e addirittura solo lo 0,2% dei giudici sono diventati PM! Già la riforma Cartabia del 2022 ha ridotto a uno solo passaggio possibile da una funzione all’altra entro i primi 10 anni. Per cui, la separazione delle carriere di fatto c’è già e il divieto assoluto di passaggio riguarderà un numero esiguo di magistrati e non influirà minimamente sui problemi strutturali della giustizia: la lentezza dei processi penali e civili, la carenza di risorse e organici, il sovraffollamento delle carceri, in cui sono detenuti soprattutto coloro che non hanno le risorse economiche per difendersi (migranti, tossicodipendenti..). Né tantomeno renderà più equa la giustizia!
  • Il cuore nascosto della riforma è la scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, e il sistema del sorteggio. I magistrati non potranno più eleggere i loro rappresentanti nel CSM, cioè il loro organo di autogoverno che ne deve gestire la carriera. Un effettivo autogoverno della magistratura è indispensabile per garantirne l’indipendenza. Ma con la riforma i due terzi dei membri dei due CSM non saranno più eletti, ma scelti per sorteggio!
  • L’assurdità di tale meccanismo svela l’obiettivo politico del governo, più volte dichiarato da Nordio e Meloni: colpire la Magistratura spaccando il CSM in due organi, di fatto più deboli e delegittimati, per arginare quella che il governo considera l’ingerenza dei giudici nella sfera della politica, cioè le sentenze non gradite a tutela dei lavoratori, dei migranti, della libertà di espressione del dissenso o quelle di condanna degli uomini politici.
  • Il potere di decidere sugli illeciti disciplinari viene affidato ad una nuova Alta Corte disciplinare, i cui membri – salvo i 3 nominati dal PdR – sono anch’essi scelti tramite sorteggio. La riforma delega alla legge ordinaria la ridefinizione degli illeciti disciplinari, delle relative sanzioni e del procedimento disciplinare. Se vincessero i SÌ aumenterebbero i rischi di una legge di carattere punitivo nei confronti dei magistrati e l’Alta Corte potrebbe diventare a tutti gli effetti un tribunale speciale, come paventato dall’Associazione Nazionale Magistrati! La riforma si colloca in un disegno politico internazionale di costruzione anche in Italia di una Democrazia autoritaria o Democratura, in cui la democrazia si riduce alle votazioni ogni 5 anni e il Governo opera senza contrappesi ed equilibrio nella divisione dei poteri. In tale quadro, la riforma costituzionale della Magistratura punta non solo a ridurre il controllo di legalità sull’operato dei politici, ma anche ad un esercizio della funzione giurisdizionale in linea con il disegno politico del governo. In conclusione, il referendum non riguarda solo i magistrati, ma tutti/e: anche i diritti sociali saranno valutati da magistrati spinti ad operare secondo i desiderata del governo di turno. Sia in campo civile che penale i diritti devono esser giudicati da magistrati indipendenti dal potere politico! PER TUTTI QUESTI MOTIVI INVITIAMO A VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E SULLA DEMOCRAZIA!

Lascia un commento