Docenti tutor e docente orientatore ai sensi del D.M. n. 328 del 22-12 2022




In merito alle comunicazioni dei dirigenti scolastici relative alla manifestazione di interesse per docenti tutor e docente orientatore ai sensi del D.M. n. 328 del 22-12 2022, i Cobas Scuola osservano quanto segue.

· Le nuove figure dei docenti tutor e del docente orientatore, pur non avendo ancora compiti ben definiti, modificano la struttura del corpo docente e il ruolo della scuola secondaria.
· Il docente tutor dovrebbe occuparsi soprattutto di personalizzazione degli insegnamenti. Avrà il compito di coordinare e sviluppare le attività didattiche a favore di una personalizzazione  dell’istruzione nelle classi terze, quarte e quinte delle secondarie di secondo grado,  favorendo il recupero per i ragazzi che manifestano maggiori difficoltà e consentendo a quelli che hanno particolari talenti di potenziarli. Dovrà “costituirsi consigliere delle famiglie nei momenti di scelta dei percorsi formativi o delle scelte professionali dello studente”.

· Ciascun docente tutor dovrà occuparsi di un numero di studenti da 30 a 50 per un compenso annuo che va da 2.850 a 4.750 euro lordo Stato (al netto un po’ meno della metà, 7,34 euro netti all’ora).

· Il docente orientatore sarà chiamato a favorire le attività di orientamento per consentire ai ragazzi di fare scelte in linea con le loro aspirazioni, potenzialità e progetti di vita.
E’ previsto un solo docente orientatore per ogni scuola, per un compenso annuo che va da 1.500 a 2.000 euro lordo Stato (al netto un po’ meno della metà 5,16 euro netti all’ora). Gli aspiranti a tali incarichi dovranno accollarsi sin da subito un percorso di formazione (almeno di 20 ore) e dovranno essere disponibili a svolgere l’incarico per almeno 3 anni.

· Fra i requisiti necessari per accedere a questi incarichi c’è quello di aver svolto compiti istituzionali, come la funzione strumentale o il referente per l’orientamento, per il contrasto alla dispersione scolastica, nell’ambito dei PCTO, inclusione o attività simili legate a tali tematiche: perciò saranno selezionate le persone che già svolgono compiti istituzionali.
· Le figure di tutor e orientatore rientrano all’interno di quel processo di presunta valorizzazione dei docenti che, così come istituito dalle ultime normative, mina l’unità del collegio docenti introducendo la logica della competitività tra docenti in un ambiente, la scuola appunto, che invece, in una società sempre più complessa, richiede forme di collaborazione e continuo confronto tra docenti. La scelta di svolgere queste funzioni, per ora volontaria, potrebbe essere inserita nel contratto e diventare obbligatoria.
· L’introduzione di queste due figure trasforma i docenti in orientatori, certificatori di competenze, “psicologi”, “counselor”, valorizzatori, pedagogisti, consiglieri alle famiglie.

· In nome di presunte competenze, queste figure interverranno nel lavoro dei loro colleghi minando la libertà di insegnamento e di valutazione e intervenendo nel rapporto con gli alunni, assumendo parte dei compiti già previsti dalla funzione docente (orientamento, valutazione, personalizzazione dei percorsi, ecc.). Potranno delegittimare il ruolo dei consigli di classe, che potrebbero essere esautorati dal compito di valutare l’andamento scolastico dei ragazzi, modularne i percorsi, valutarne le esperienze extracurriculari, promuovere le opportune esperienze calibrate sul singolo e la classe, combattere l’insuccesso scolastico, favorire l’accesso alle opportunità formative, promuovere la continuità con altri cicli di istruzione, ecc.
· Dal prossimo anno scolastico le scuole secondarie di primo e secondo grado dovranno attivare per gli studenti dei moduli di orientamento formativo, ovvero pacchetti di attività di almeno 30 ore annue anche extra-curricolari. All’erogazione di questi moduli potranno partecipare anche attori esterni alle scuole provenienti dal mercato del lavoro e dalle imprese.

· In sintesi, l’introduzione di queste nuove figure di sistema accelera la trasformazione del ruolo della scuola da istituzione volta all’istruzione e alla formazione culturale e sociale degli individui a agenzia di servizio, accudimento e assistenza, con compiti deresponsabilizzanti verso le famiglie e verso gli  adolescenti. Attraverso tali “innovazioni”, si procede verso la dequalificazione della scuola, sempre più assoggettata al mercato del lavoro, volta a insegnare agli studenti fin da piccoli come adattarsi acriticamente e supinamente all’offerta occupazionale.


I Cobas scuola, pertanto, invitano i docenti a non presentare o a ritirare la propria candidatura a ricoprire i ruoli di tutor e orientatore.

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