LA SCUOLA PUBBLICA E “LA SCUOLA DOVE NASCONO I TOP GUN”

E’ drammatico che malgrado il periodo storico di guerre debordanti che stiamo vivendo, le basi militari in Sardegna si attirino espressioni di plauso incondizionato. E’ il caso della base militare di Decimomannu che ospita la scuola dei piloti “top gun”: così li chiamava la titolazione di prima pagina della Nuova Sardegna il 17 aprile  in un delirio d’entusiasmo per la scuola di piloti militari che sapranno guidare un F35 o un Eurofighter – con seguito di più articoli in due pagine interne senza mai ricordare che questi aerei da combattimento montano anche l’arma atomica, ma usando toni di lode  sperticata per parlare del “campus di élite in cui si addestrano i migliori piloti del mondo”.     

Un tale servizio in un quotidiano locale molto diffuso ha certamente contribuito a ispirare la curiosità di studenti e studentesse che sono stati invitati a visitare la base di Decimomannu: del resto la base apre spesso a visite di studenti (l’ultima grande kermesse era stata la celebrazione del centenario dell’Aeronautica militare) e il martedì 30 aprile ha visto quelli del liceo Eleonora D’Arborea, Cagliari, a cui  sono richiesti solo iscritti/e del triennio con alta motivazione alla visita, intesa come attività di orientamento: quindi non intere classi ma un gruppo di una cinquantina  prelevati alla stazione di Decimomannu dal bus dell’Aeronautica militare per la visita al reparto e alla base, col personale preposto, con tanto di foto di gruppo.

Così anche questo gruppo scolastico ha visto “la scuola dove nascono i top gun” con la collaborazione di docenti “coordinatori” e “tutor di orientamento”, che difficilmente avranno parlato ai /alle partecipanti di cosa significa per una città o una comunità subire bombardamenti aerei, e per i piloti tornare con la coscienza sporca del sangue di vittime innocenti, o tornare essi stessi in una bara avvolta in una bandiera. Ma qualche docente, di quelli rimasti in classe, non aprirà con gli studenti e le studentesse una riflessione sugli aspetti nefasti della tecnologia militare, e di come sia inaccettabile che la guerra sia chiamata a risolvere controversie internazionali che si potevano risolvere con spirito di convivenza, di rispetto delle convenzioni internazionali, e dell’articolo 11 della Costituzione ?  Speriamo di sì.

Cagliari 30.4.2024

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Mariella Setzu

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