I COBAS SCUOLA PARTECIPANO ALLO SCIOPERO DEL 30 OTTOBRE

I governi europei stanno mettendo a rischio la tutela di diritti essenziali come salute, scuola e casa, rendendo il lavoro sempre più precario e aumentando a dismisura il divario sociale, ignorando la crisi climatica ed ecologica, trascinandoci in una politica di guerra senza prospettive, sostenendo il genocidio del popolo palestinese e trasformando il nostro mare in un cimitero di persone in fuga.

Il carovita, il caro-carburante (chiamata con amara ironia “tassa Trump”) e la connessa nuova povertà sono il risultato di questo sistema, al servizio di privilegi e interessi privati, mentre le legittime proteste vengono represse con decreti liberticidi e violenza.

IL 30 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NELLE PRINCIPALI ITALIANE

A Cagliari CORTEO dalle ore 9.30 da Piazza Garibaldi sino al Porto (molo Sant’Agostino) 

In difesa la scuola pubblica dallo smantellamento i COBAS Scuola chiedono

  • salari europei per docenti e ATA, il pieno adeguamento all’inflazione reale e al carovita e il recupero del 30% del potere d’acquisto
  • la stabilizzazione dei precari: dei docenti dopo 3 anni di servizio e degli Ata dopo 2 anni
  • l’aumento degli organici ATA, la cui carenza rispetto al fabbisogno ha messo in ginocchio le scuole
  • il ritiro della “riforma” degli Istituti Tecnici e degli istituti professionali, e la privatizzazione dell’istruzione
  • il ritiro delle nuove indicazioni nazionaliche puntano a costruire un’egemonia culturale reazionaria;
  • una formazione pubblica gratuita e lo smantellamento del nuovo sistema mercantile dell’acquisizione dei titoli 
  • l’abrogazione delle nomine online governate da un algoritmo  senza alcuna trasparenza
  •  una scuola inclusiva: ritiro del d.l. n. 170/2026 sul “tetto” di straniere/i per classe: A SCUOLA NESSUNO È STRANIERO!
  • la difesa della democrazia scolastica e la tutela della libertà d’insegnamento; 
  • l’abrogazione del D.M. 32/2025 che prevede la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie
  • il blocco dell’invadenza delle forze armate e dell’ordine nelle scuole con compiti educativi
  • una scuola laboratorio di pace, non di guerra