Connessi, ma come? Corso di formazione CESP del 10 ottobre 2026

Organizzato dalla sezione del CESP di Cagliari, e coordinato da Andrea Degiorgi e Gianluca Cogoni, il 10 di ottobre si è svolto, presso il Liceo Euclide di Cagliari, il corso di formazione Connessi, ma come?, incentrato su un argomento, quello della pervasività e dei rischi dei media sociali, urgente almeno da quando il neuroscienziato tedesco Manfred Spitzer pubblicò, nell’ormai lontano 2012, Demenza digitale.

Come la nuova tecnologia ci rende stupidi.
Le tre relazioni, tenute dalla dott.ssa Barbara Pinna, logopedista presso la S.C. di Neurologia del SS. Trinità di Cagliari e l’Università di Cagliari, dal dott. Nicola Aledda, psicologo ed educatore socio-pedagogico, e dalla dott.ssa Ornella Aledda, psicologa, musico-terapeuta e docente di scuola secondaria, hanno analizzato, rispettivamente, il rapporto tra plasticità cerebrale e media digitali, l’impatto dei media nell’adolescenza, e il benessere psicologico e le strategie educative a scuola nell’era dello scrolling.
Nel corso dell’intensa mattinata, si è così potuto venire a conoscenza della crescita esponenziale, pari a +500% nel decennio 2013-2023, degli accessi d’urgenza neuropsichiatrici nei bambini e negli adolescenti, nei quali la dipendenza da smartphone è un potentissimo fattore amplificante e cronicizzante; delle nuove forme di disagio adolescenziale, quali Sexting, Teen Dating Violence, Manosphere e Incel; delle conseguenze sul piano psicologico, emotivo, sociale e cognitivo/scolastico di tale meccanismo neuropsicologico di dipendenza.
I relatori e le relatrici hanno liberalmente messo a disposizione dei partecipanti le diapositive proiettato durante gli interventi, un piccolo vademecum e un questionario, articolato per ordine e grado di scuola, preziosi nella quotidiana pratica d’insegnamento.
Terminate le esposizioni dei relatori, si è sviluppato un dibattito alimentato dalle numerose domande dei partecipanti, segno di un interesse verso una dimensione, quella dei media sociali, supinamente accolta da parecchi operatori della scuola, sovente collocati in ruoli apicali, i quali, non di rado, l’hanno perfino fomentata; il che ci convince sempre più della necessità di informare e formare una classe docente critica e intellettualmente autonoma rispetto alle istanze di soggetti rivolti al profitto e all’omologazione del pensiero piuttosto che verso l’etica.

E’ in gioco il presente e il futuro delle nuove generazioni e della società.